Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 83
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0269
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Cagioni de le cose, e sotto a’ piedi
Caloa lo stormo invan gracchiante al vento
De le cornacchie, e de’palustri augelli.

E tu felice cento volte e cento ,

Eustachio mio , d'Urania amato hglio ^
Ch’ella per man prendendo assai sovente
Su per l’aurata sua di stelle adorna
Magion conduce, e cose a te disvela,

Che a mortal guardo infin ad or fur chiuse :
II qual contento de’celesti onori
Non fosti si, che Fesuli e raminghe
Di là da l’alpi fuggitive muse
Non richiainassi ne la patria il primo,

Ed il crin non godessi ancora biondo
Cinger d’eterno e sempre verde alloro.

Ed oh ! qual bianco striol d’eletti cigni
De l’amor de le muse il petto accesi
II chiaro esempio tuo seguendo a pro\ra
Coprir le rive del tuo patrio Reno !

Tra quali un s’erge altero, e incontro al sole
L’ali dispiega, e a sè fa plauso, e quale,

Se d’alta ombrosa quercia entro i frondosi
Rami suol Filomela il miser’Iti
In lunghe note piagnere e dolersi,

Einpie la selva di dolcezza intorno,

E il dolce mormorio d’una roca onda
Dolce s’ accorda al lamentar soave ;
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