Michelessi, Domenico; Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 1) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-1]

Seite: 84
DOI Seite: 10.11588/diglit.28020#0270
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Tal ei di sua canora voce ii cieîo
E i colli allegra intorno e le campagne,

E le dee boscherecce, che d’acerbo
Dolor percosse in cima a gli alti monti
Si ricovraro, e in le più cupe grotte
Si stetter chiuse per disdegno allora,
Ch'ei meco lunge da la patria errando
Yarcava i flutti coraggioso d’Adria
In picciol legno , ed accresceva onore
A la donna del mar città beata.

Costui de l’una e l’altra lira esperto
Le molli in ricercare aurate corde,

S’ abbia, s’ ei vuole, in la sua cella chiusa
L’algebra taciturna , o quella in volto
Pallida e smunta di sottili, e sotto
A mortal senso non cadenti forme
Ricercatrice , infaticabil dea ;

Ma gl’inni d’oro, e le canzoni audaci s
E la molle elegia sparsa le chiome,
Quest’io da l’alta notte tenebrosa,

Io d’Apollo ministro e sacerdote,

Fuori gli traggo al rilucente giorno <

E qual soleva a la feroce vergine
Fra la polvere e 1 sangue festeggiante ?
Che poi si gode con la man di neve
Spremer dal morso a’suoi destrier la bava
Donare un inno il cireneo Callimaco,
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