Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 16
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0024
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i6 Dîalogo

tù di èpiel settemplice . Non puù già sentir-
la chi non è iniziato ne/misterj della poesia
filosofica . Che si, che quei versi son vostri?
disse la Marchesa : cosi bene gli sapete a
memoria, e con tal calore voi gli avete pre-
si a sostenere . Orsù , fate ch/io vegga an~
ch’io il quadro hlosofico su queila tela poe-
tica; che io altro non ci veggo, che del coir
^.iso . Chè non seguitiamo piuttosto, io ris-
posi, ad ascoltar la Musica del Pope ? Qua-
le altra cosa potrehhe ora darvi maggior di-
letto ? II vostro quadro , ella rispose , se da-
to mi sarà di vederlo . Madama , ripigliai
io, voi sapete come linalmente le fantasie
de’ chiosatori, che veggono tali e tante co-
se per entro al testo de'loro autori, soglia-
no far ridere le persone . E perchè voleta
voi , che io mi ponga a tal rischio , dive-
nendo il chiosatore di me medesiino io ? A
buon conto, diss’ella, ne’vostri versi voi non
ci dovreste vedere nè più nè meno di quel-
lo, che ci è : e non vorrete poi aver loda-
to una donna per modo da non essere in-
teso forse da niun’altra donna. E cosi non
potendomene schermire, incominciai a toc-
care alcuna cosa dell’ottica, a cui fanno al-

lusione
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