Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 19
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0027
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0027
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
P R I M O . ig

te alle materie scientiiiche ; che cosi fatto
avea, trovandosi ne’ medesimi termini che
io , il più gentil filosofo di Francia ; e che
oramai correva la moda di ragionar con le
dame di flosofa la notte, e ne’più segreti
boschetti. Moda per altro, incontanente es
la rispose, che tanto meno fa per noi, quarn
îo che di luce è da parlarne il giorno , an-
zi che la notte . Onde senza più convenne
dar principio . Ma come , o donde ? che la
Marchesa era bensi di varie cognizioni for-
nita, ma di f losof a non avea tintura verm
na . E della flosofa era pur bisogno darle
una qualche contezza, prima di venire all’
ottica , e agli ultimi ritrovamenti del Neu-
tono . Si aggiugneva a questo il doverle di-
chiarar l’ottica, senza aver alla mano quei
vetri, ond’essa, quasi direi, procede arma*
ta ; e senza i quali male si puô venire a ca*
po di quella scienza. E sopra tutto avendo-
le io a parlar di fsica senza l’ajuto della
geometria, mi pareva quasi che impossibile
tor via le spine , e non disfogliar la rosa,
Finalmente dopo averle un’altra volta, ma
indarno , ricordato la musica dei Pope -, ed
unche tale altro men serioso , e più caro

B 2, tratte-
loading ...