Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 32
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0040
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0040
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
02 D I A L O G O

co di que’dadicciuoli . Ora lo vedrete, io
risposi. Adunque que’dadicciuoli della ma-
teria del Cartesio, ch’ erano contigui tra lo-
ro , e come stivati insieme , non potean fa-
re , che , nel girare intorno a se stessi, non
urtassero contmuamente glhuni contro de-
gli aitri . Cosi ciaocuno venne a smussare i
proprj angoli, o sia punte , onde s’ impe-
divano tra loro il poter girare liberamente :
e cosx, non altrimenti che veggiamo acca>-
dere deÜe pietre , che un lorrente rotola
in basso , si ridussero in altrettante* politis-
simc pallottoline, o voglianr dire globetti .
Delie rastiature poi , levate via di ciascun
dado , si venne a formere una nuova ma-
teria fmissima, agitatissima ; la qual mate-
ria vale tant’ oro al Cartesio . Egli yu&le ,
contro alla opinione di altri hlosofi , che
nell’ Universo sia tutto pieno , senza che vi
resti il più minimo spazietto voto di cor-
pi . Ed ecco per primo , che questa tale
materia irnissima gli viene a riempiere tut-
ti que’piccioli vani, che altrimenti tral’un
globetto e 1’ altro sarebbon rimasi. Che ben
vedete , Madama , come quei giobetti, an-
corchè si toccasser tutti , già non poteana

per
loading ...