Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 35
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0043
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tiè vien contenuto dagli altri vortici, chê
gli sono d'intorno , e che vorrebbon pur
fare il medesimo . E come le pietre nelle
voite, contrastando i’una con Faltra, st
sostengono insieme; cosi tutti quei vortici,
per la loro scambievole , e contraria pres
sione , vengono a equilibrarsi tra îoro . Che
se ii lume, che a uoi vien daile stelle ,
non è tutto deiia medesima vivacità ; cib
nasce non dalla più o ïiieno forza ciel iozm
vortice, ma dalla vària distanza principal-
mente, in che elie si trovano da noi. Dz
qui è, che il sole , nel cui vortice pur sia-
mo , e la cui lontananza da noi è di soli
cento milioni di rnigiia, al suo apparir
turba , e scolora

Le tante stelte > ond' è V olimpo adoruo .
Tra ie steiie poi quella, che col brio deila
sua iuce supera ogni altra , ed è credibi-
îe > che sia a noi più vicina > è chiamata
*5irio. Forse, disse la Marchesa > che vo-
iete dire quella lucidissima stella, che qui
in contado è chiamata la bella steila, e
che veggiamo ogni sera uscir suori la pri
ma di tutte > appena tramontato il sole ?
Ed io ; Mad ama , prendete guardia di non

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