Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 43
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0051
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P R I M O. 43

soie, ch’egli puô ogni momento fornir di
luce tutto quanto il mondo , e non perder
egli mai niente del suo . E se proprio è
della luce , ch’ ella trascorra in un istante
uno sterminato cammino, e che il suo cor-
so , come dice un poeta inglese, è fmito
aliorchè incomincia ; vedete come la luce
cartesiana lo faccia con un niente : che
per lei appunto un niente sono i milioni,
e milioni di leghe. E questo avviene per-
chè, secondo il Cartesio , ogni cosa è pie-
no , senza che vi sia il più minimo spa-
zietto di voto . Immaginate una picca quan-
to si voglia lunghissima , la cjuale , mossa
che sia dall’ uno de’ capi, muove nel tem-
po istesso anche dals altro . Nè più nè me-
no è da pensare, che avvenga delia pres-
sione , che ricevono ad un tratto le hle de’
globetti, che, senza lasciare intervallo al-
cuno tra essi, si stendono dal sole insino
a noi. E cosi appena preme ii sole, e al-
lumato è omi cosa.

O

Quale spiegazione più sempliee e più chia-
ra , disse la Marchesa, degli efsetti della
luce potremmo noi cercare di questa? E
già mi penso, che il simile debba essere

de’
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