Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 48
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0056
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0056
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
43 Dialooo

certo vetro ; siccome mi sono abbattuta a
vedere in non so che villa, non è gran.
tempo . Io non mi metterô a farvene una
descrizicne , che male ne riuscirei : e d’al-
tra parte a voi non puô esser nascosto, di
che vetri io m’intenda di parlare. Di tan-
to mi ricorda : ch’ egli era posto a rincon-
tro d’ una fmestra, e sospeso dalla volta
della stanza ; e ch’ era proprio un piacere
a veder per esso la campagna e il cielo ,
come un tappeto o un panno di mille co-
lori. Anche di questo, io risposi, voi ave~
te in pronto la spiegazione. Quel vetro a
tre facce , che voi dite, fatto come que-
gli stipetti, che sogliono porsi negli ango-
li nelle stanze , si chiama Prisma . Guar-
dando a traverso di esso le cose, noi le
veggiamo pezzate di varj colori ; e ciè in
virtù di nuove , e varie modificazioni, che
valicando per esso ricevono i globetti di
luce , che sono ribaizati da’corpi. Fategli
acquistare, o perdere del moto di rotazio-
ne , secondo che qua vedete un colore, e
là un altro ; è fatto ogni cosa. Ma quan-
to a quella distinzione accennata da voi ,
Madama, tra i colori veri, e gli apparenti,

non
loading ...