Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 50
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0058
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0058
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
5o Dxalogo

balzano indietro sotto varie tinte, e colo-ri
diversi. Per le tenebre poi ogni cosa da
capo svanisce , e non è più ; come un ef-
fetto di quelle disposizioni, e insieme della
luce .

La Marchesa recatasi in sè alquanto, ri-
prese a dire in tal modo : per verità io ho
creduto sempre il color esser nelle cose; e
nel prisma , o nell’ iride esser solo una ih
lusione . Ed io : cotesto toglier via quella
clistinzione , che comunemente si fa tra i
colori veri e gli apparenti, egli è pure un
ridur le cose a quella semplicità, che tan-
to vi va a genio, Madama . Se non che ,
forse 1’ amore di voi stessa contende a que-
sta volta col vostro amore per questa me-
desiina semplicità. Troppo vi duole , di non
dover più tenere e riconoscer per vostro
quello , su che in grandissima parte si fon-
da l’imperio delle belle donne . Nè io yi
posso dar torto, che vi mostriate per que-
sto conto un po’ diflicile col Cartesio. Ma
Jhnalmente a chi è tanto o quanto tenero
del suo onor filosofico , non è lecito di am-
mettere i principj di un sistema, e non yo-
ler poi ammetter le conseguenze, che ne-

cessa-
loading ...