Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 52
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0060
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5a Dialogo

è desta ; io per me credo che sogni sieno
i loro : nè mi potrè mai indurre a crede-
re, che io sogno , quando io vi veggo.
Crederè bensi , che le cose sieno molto
difserenti da quello , che pajono : e lo stes-
so, Madama, dovrete fare pur voi. Quel-
le qualità soltanto hanno da risiedere ne’
corpi senza più , lè quali dipe-ndono dalla
materia , di che sono composti; le altre vi
saranno apparenti ; cosi che , fuor che nel-
la mente nostra, non si trovano in nessun
luogo . E le proprietà della materia il Car-
tesio le ristrigne alla estensione, per cui i.
corpi sono lunghi, larghi, e profondi ; al-
la impenetrabilità , per cui un corpo non
puè trovarsi nel luogo di un altro ; al muo-
versi; all’aver questa, o quella hgura; all'
aver le parti cosi, o cosi modificate, e dis-
poste . Ora chi vorrà mai , il colore , Ia
luce , e simili, essere un certo moto , una
certa iigura, o tessitura di parti? Adunque
sono nella nostra mente . Ma , qui soggiun-
ge la Marchesa, voi mi diceste pure, un
certo moto di rotazione neJ globetti della
luce esser cagione del colore , che è nei
corpi . Piuttosto occasione, io ripresi, che
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