Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 63
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0071
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S E C O N D o . 63

■d’ esempio , dentro nell’ acqua , imboccano
i pori, o i vani, che rimangono tra le par-
ticelle di quella ( ch’ essa pure , benchè non
gli vediamo , ha i suoi pori ); e si passano
oltre . Ma nel passar che fanno, si torco-
no dal primiero cammino , che tenevano ,
venendo a piegarsi, e quasi a spezzarsi se-
condo il linguaggio clegli ottici . E questo
spezzamento , onde s’ indrizzano a nuova
strada, diversa da quelia che innanzi face-
vano , è ciò , che refrazione si chiama. I
corpi diafani, o trasparenti , che danno la
via al lume, come l’aria, l’acqua, il cri-
stallo, il diamante , si appellano mezzi : E
perè dicesi, la refrazione avvenire nel pas-
sar della luce d’uno in altro mezzo. Ed
ella è maggiore , secondo che i mezzi han-
no in se più di materia, o vogliam dire
sono più densi. Onde i raggi si spezzano
maggiorinente , o mutano maggiormente di-
rezione nel passar dalsaria nel cristallo , clie
non fanno dall’aria nell’acqua, per essere
il cristallo più denso, che non è 1’ acqua.
Bene sta, clisse la Marchesa; ed egli è ben
naturale, che il cristallo , per essere più
ïnateriale, dirô co,si, dell’aria, abbia an-

che
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