Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 75
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0083
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Secondo. y5

3) siamo, è la cavità, o camera interna dell’

5) occhio : il pertugio della stanza , è la pu-
33 pilla, che è nella parte anteriore di es-
3> so : la lente è un certo umore detto cri-
3) stallino, il quale appunto di lente ha H-
33 gura, e stassi a rincontro della pupilla:
33 il foglio di carta , che riceve la immagi-
33 ne degli oggetti, è la retina, che è una
33 pellicella, che soppanna il fondo dell’oc-
33 chio , ed è tessuta de’Hlamenti del ner-
33 vo ottico , per cui l’occhio mette nel
33 cervello . Mercè di tali ordigni si dipin-
33 gono nel vostro occhio le cose, che vi
33 si fanno innanzi , e voi vedete ” . Per
certo , ripigliè la Marchesa, io non mi sa-
rei mai pensata, che quel bel quadro fos-
se tanto Hlosofico. E non è egli il Carte-
sio che lo intese il primo, a dir cosi, e
ce lo rese altrettanto utile, quanto era di-
lettevole ? O felice il Cartesio, io risposi ,
al quale voi vorreste aver obbligo di ogni
cosa ! Ma di questa conviene averlo a un
Tedesco, per nonie Keplero, a cui la fisi-
ca ha parecchj altri obbiighi, e non pic-
cioli. Credevasi comunemente ne’ tempi ad-
dietro, che dalle superficie dei corpi tra-

spirassero
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