Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 76
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76 Dialogo

spirassero dei continuo , e si andassero di ■
'Staccando certe membrane, o pellicelle, a
guisa di essluvj : e queste peilicelle, che
chiamavano simulacri, somigliantissime a’
corpi , d’ onde partivano , volavano per aria,
ed entravano poi nell’ occhio , non si sa co-
me , e vi recavano dentro una fedele im-
magine delle cose poste al di fuori . Cosï
spiegavano il come per noi vedeasi ; o piut-
tosto cosi folta era la nebbia , che ricopri-
va le viste di quei hlosofi. Presentemente
è chiaro ogni cosa, per la similitudine,
-che ha 1’ occhio con la camera scura, che
camera ottica medesimamente si chiama.
Gli ogg etti mandano raggi da ciascun pun-
to a traverso della pupilla all’ umor cristal-
lino ; ed esso, riunendogli in altrettanti
punti, restituisce la immagine de’ inedesi-
mi oggetti, e la porta sulla retina. E per-
chè i raggi, che formano le immagini de-
gli oggetti, si uniscono dietro all’ umor cri-
staliino a varie distanze , secondo la varia
distanza donde procedono ; perciô è neces-
sario, che la retina si faccia quando più
dappresso all’ umor cristallino, quando se
ne allontani, acoiocchè la immagine di cia-

scun
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