Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 85
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0093
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facsimile
Secondo. 85

è vero , che la caligine deirantichità suole
ingrandire nella nostra apprensiva l’altrui
merito , come appunto gli oggetti per neh-
bia sogliono apparir più grandi del giusto .
Nè io mi maraviglierei punto , che anche
al di d’ oggi alcuni ci fossero tra noi, tan-
to innamorati delle cose antiche , i quali
facessero maggior caso dei sogni di Parme-
nide , secondo cui il sole è freddo e cal-
do , la via lattea un miscuglio di denso e
di raro ; che de’ più bei trovati de’ nostri
filosoh . Per quanto venerabile , riprese a
dir la Marchesa, essere possa la nebbia, o
la barba dell’ antichità, non credo perô già
io il facessero , una volta che avessero ve-
ramente assaporata la filosoha moderna, che
con tanta chiarezza rende le ragioni delie
cose ; e udito avessero quanto da voi mi è
stato esposto sinora ■.

Peccato , io risposi, Madaina , che tutto
quello che avete udito non sia per star sal-
do alla prova. Non dico già, che dobbiate
aver dubbio alcuno intorno al refrangere e
riflettere della luce , che abbiamo discorso ;
intorno alla perfetta similitudine , clie cor-
t& tra ia camera oscura, e il nostr’occhioî

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