Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 89
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0097
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Secondo* 89

qùivi si perderebbe ; come vediamo appun-
to avvenire ne’ fiumi, che il filone domi-
nante , a parlar cosi, dell’ acqua porta via
seco , e assorbe ogni cosa. In una parola
molte , e gravissime obbiezioni furono mos-
se contro a quel sistema > che ha trovato
tal grazia dinanzi a voi -, e per cui ha tan-
to combattuto il .fiore dell’ accademia di
Fi'ancia . Ma üna tra le altre ce n'è, che
gli dà l’ultimo crollo.

Qiiivi non fanno i Parigin piü testa ■.

E qual’ è mai, disse la Marchesa, questa
cosi terribile obbiezione ? Ecco qua, Mada-
ma, io risposi : la pittura di questo muro
è quello , che gli fa cosi cruda guerra. Se
egli non ha a temere , soggiuns’ella , altro
nemico , iô fo tosto canceliarla quella pit-
tura . Ormai , io risposi, il vostro ainore
per il Cartesio non conosce più termine ,
nè segno alcuno ; che gli vorreste anche sa-
crificare il vostro Paolo , che ha saputo co-
si ben ritrarre su questo muro la pittura
omerica dell’ira d’Achille . Ma troppe bi-
sognerebbe cancellarne clelle pitture, e se-
condo l’uso d’oggidi dar di bianco a ogni
cosa . Orsù , Madama, io pianterô questo

mio
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