Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 91
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0099
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Seconbo. gi

tro. lo non vedo ancora, disse la Marche»
sa , dove si vada a parar la cosa . Ed io,
acciocchè quei raggi facciano impressione
in noi, sarà mestiero , che i globetti del
raggio , che viene dalia clamide , premano
dalla clamide sopra il vostro occhio ; e i
globetti del raggio , che viene dal mare ^
premano dal mare sopra il mio : e cosi quel
globetto , che si trova esser nel punto per
dove da noi si traguarda , e che appartie-
ne ad amendue questi raggi, bisognerà che
prema a nn tempo , e sopra il vostr’oc-
chio , e sopra il mio ; che sarebbe lo stes-
so che dire , che , essendo voi in campo
di due viali, vi avviaste nel medesimo tem-
po e per l'uno , e per l’altro . E questo
non è il tutto . Parmi perè , disse la Mar-
chesa , essere tanto che basti a rovesciare
ogni cosa . Bisognerebbe ancora , replicai
io, che in quell’istesso globetto solido , co-
me egli è , ci fossero due differenti moti
di rotazione a un tempo : quello , che è
voluto dal Cartesio , per movere in voi
Pidea del color rosso , e che dalla clamide
scorre per il vostro raggio ; e quello , che
è necessario a muovere in me l’idea dell'az-

zurro
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