Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 92
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0100
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9^ D 1 A L O G O

zurro, e che dal mare va scorrendo per ü
raggio mio . Voi comprendete adunque_, Ma-
dama , che con questi globetti non potrem-
mo veder nulla di quello, che noi pur veg-
giamo . Comprendo ora, ripigliô la Mar-
chesa , con quanta ragione dicevasi della
poca fede , che si vuol dare a’ sistemi di
ülosofia : ma certo non avrei pensato mai,
che questo clovesse dare in terra cosi facil-
inente . Lo stesso Malebranchio , io rispo-
si, una delle più ferme colonne del Carte-
sianismo, fu scosso egli medesimo da quel-
la difficoltà ; e pensô di metter mano nel
sistema, cercando di assestarlo in modo ,
che non repugnasse all’esperienze, che con
ragione furono da lui chiamate rivelazioni
naturali. E venne egli poi fatto, disse la
Marchesa , a cotesto Malebranchio di rad-
drizzare in qualche modo l’edifizio?

II Malebranchio , io seguitai > ha fatto in
picciolo nel sisteina della luce quello, che
nel sistema del mondo avea fatto in grancle
il Cartesio . Per ispiegare i moti de’pianeti,
aveano immaginato gli antichi, ch’e’fosse--
ro portati in giro da certe sfere solide det-
te epicicli : e per render ragione delle varie

appa-
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