Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 93
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0101
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S E C O N D o. g3

apparenze di essi moti, facevano entrare
cosi sgarbatamente quegli epicicli gli uni dem
tro degli altri, ch’ era proprio una consu-
sione ; lo che diede inotivo allo scandalo-
so motto di quel re matematico : che , se
Iddio , quando fece il mondo , l’avesse cliia-
mato a consiglio, V avrebbe assai meglio
consigliato . II Cartesio , per far giocare i
pianeti più liberamente, sostitui a quegli
epicicli i suoi vortici . E similmente il Ma-
lebranchio , per meglio spiegare gli esfetti
della luce, in cambio dei globetti duri im-
inaginati dal Cartesio , vi sostitui clei vor-
ticetti di materia sottile, od eterea , pic-
ciolissimi e fluidissimi, de’quali lia riem-
pito nel mondo ogni cosa . 11 corpo lumi-
noso , dic’egli , a guisa del cuore nell’uo-
mo, si ristringe a ogni momento , e si di-
lata ; il che è causa di ondeggiamento nel
mare de’vorticetti, che da ogni lato l’at-
torniano . Ora questi ondeggiamenti mede-
simi sono la luce ; e la varia loro celerità
il colore . Di qui egli ricava un’ assai stret-
ta parentela, clie corre tra la luce e il
suono , ond’altri nons’era avvisato per an-
cora. Gli ondeggiamenti, che concepisce

una
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