Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 95
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0103
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0103
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
Secondo. g5

mento all’ altro , non che si distruggano tra
îoro : come veggiamo tutto di avvenire nei
concerti di musica, dove il violino non si
confonde col basso, o il basso col violino ;

e dove in voce voce si discerne.

Per simil modo, è ben naturale a pensaro
che succeda dei varj ondeggiamenti dell’
etere , che dai diversi colori delle cose si
îrasmettono a varie parti ; i quali potranno
tagliarsi fra di loro senza confondersi, ov-
vero alterarsi in alcun modo . E ciô , per-
chè un vorticetto , che sia comune a due
filze, che ondeggiano, potrà da una par-
te ondeggiare per un verso, e dall’ altra
per 1’ altro ; dividendosi, per la medesima,
cedevolezza delle sue parti, come in due.
E cosi i vorticetti del Malebranchio , mer-
cè la fluidità loro , vagliono a far quello,
che non potean fare i globetti del Carte-
sio, colpa la loro solidità .

State, qui m’interruppe la Marchesa : chi
veggo io là nel giardino ? II signor Simpli-
cio , che viene alla volta di noi. Che par-
tito prendere per difenderci da quella noja
di sonetti, con che egli mi rifmisce ; e
ciò non falla mai, in ogni sua visita P Chè

non
loading ...