Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 97
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0105
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de’nostri discorsi: e questi boschetti di-
yerranno un’Arcadia di filosoPia. Eglr se ne
schermi dicendo, non aver ala cosi robu-
sta da salir tant5 alto. Aggiunse , non po-
tersi meglio temperare la severità de’ discor-
si hlosofici , che con la poesia ; e adduce-
va 1’ esempio del divino Piatone , il quale
non isdegnô , diceva egli, con quelle stes-
se mani, che scrissero il Timeo, di toccar
la cetera : ed entrava in più altre novel-
le , quando la Marchesa pur ferma a non
voler dar retta a’ suoi sonetti, rivoltasi a
me , tornô in sul discorso del Malebranchio,
dicendo , che veramente con que’ suoi pic-
cioli vortiei si veniva a scansare la difficoi-
tà , che era stata tanto fatale a’ globetti ;
ch’ ella per altro non si teneva gran fatto
sicura della sussistenza di quella riforma ,
per la sresca memoria delie disavventure
del Cartesio . Pur troppo è vero, io ri-
sposi, della natura delie cose urnane esse-
re la caducità; cosa, che il signor Simpli-
cio ne savrebbe confermata con molti bei
luoghi di poeti , e, a un bisogno , ancora
co’ suoi . Ma quello , Madama , io conti-
nuai a dire , che certamente non -vi aspet-
To: II. G tereste
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