Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 99
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0107
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0107
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
*§ECONDO.

Adunque , come si ode il suono, dovreb*-
besi ancor veder la lüce , ad onta di qua-
lunque cosa frapposta. In conclusione non
avremmo mai ombra ; che , massime a que-
sti di, non sarebbe la più dilettosa cosa
del mondo : come neppur l’avremmo con
la pression del Cartesio . Ogni globetto di
luce , toccandone molti altri, a sô conti-
gui , e questi toccandone degli altri , do-
Vrebbe col suo premere sparpagliar la luce
per qualunque verso , e illuminare anche
colà , dove non puô dirittamente il sole :
talchè nel colmo della mezza notte ci ve-
dremmo cosi chiaro , come di bel mezzo-
di. Ecco , disse la Marchesa, una nuova
difsicoltà contro al sistema del Cartesio , di
cui per altro io non avea bisogno a sape-
re da quanto egli fosse . In fatti, io ripi-
gliai, avremmo sempre luce senza inter-
rompiinento d’ombra, tanto nelia supposi-
zione del Cartesio , quanto in quella del
Malebranchio , siccome ha dimostrato il
Neutono,* il quale non si contentô di sco-
prire nell’ Ottica gli errori altrui , che vi
sostitui del suo le più belle verità .

Dette queste cose noi scendemmo nel
G n giar-
loading ...