Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 102
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0110
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20S, D I A L O G O

siderio di sapere il perchè deile eose. Non
indarno , io risposi, se un tal desiderio con-
dur ne possa a sapere , come elle sono in
fatto . E sarà poi questo, disse la Marche-
sa, un eosì gran guadagno ? E il saper qrie-
sto solamente dovrà tanto esaltare il fdosofo
sopra gli altri uomini? Madama, io risposi,
non crederete voi , ehe metta assai più con-
to sapere la storia degli effetti, che si os-
servano in natura, che perdersi dietro al
romanzo delle caizse ? La marcia di un Mon-
tecuccoli non è ella più instruttiva di assai,
che tutte le corse non sono de’cavalieri
erranti dell’Ariosto, o del Bojardo ? D’al-
tra parte tale si è la condizione dell’uomo,
che l’assicurarsi come le cose sono , il ben
distinguere 1’ apparenza dalla realità, il sa-
per vedere , non è cosa da tutti. Egli sem-
bra, che di assai folta nebbia sieno per noi
ricoperti gli oggetti; quelli ancora che ne
sono più negli occhi . Gli effetti dipoi pri-
mitivi , ed elementari, la natura ce gli ha
nascosti, quasi direi, con eguale industria,
che le cause medesirne . E se non si puô
giugnere a veder l’ordine , e la dipenden-
za, che hanno tra loro tutte le parti deil

Uni-
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