Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 109
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0117
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T E R Z O. 109

gio del sole di color bianco, o per me-
glio dire che pende al dorè . E cosi la lu-
ce è la miniera de’sette colori primarj, di
che si vengono poi dalla natura dipingen-
do variamente le cose : che non è già da
credere, ch5 alcun raggio si tinga di ros-
so , o di azzurro , per la diversità delìa
superhcie in cui si scontra, o de’ mezzi per
cui passa ; ma dal seno istesso del sole ,
insieme col lume , reca seco un proprio
ed inalterabil colore , benchè non veduto
da noi . E come fu , disse la Marchesa, che
il Neutono il vedesse egli? Certo , io ri-
sposi, di molta acutezza qui gli fu bisogno :
ma certo è altresi, che egli medesimo non
1’ avrebbe veduto mai, quando i raggi pri-
mitivi per natura non fossero tali, che ca-
dendo tutti con la medesima obbiiquità d’
uno in altro mezzo, per esempio dall’ aria
nel vetro , questi non refrangessero più, e
quelli meno ; onde vengono a stx-alciarsi,
e separarsi 1’ uno dall’ altro ; e il raggio to-
tale , o composto si risolve in tal modo ne’
suoi componenti, e parziali . Soggetti a
maggior refrazione, o più refrangibili, si
troya essere sopra tutti gli altri i vioiati ;

a mi-
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