Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 113
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0121
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T E R Z O . 1 13

jnente inclinato alle facce del prisma; che
allora appunto la immagine è della lunghez-
za, che io vi diceva, e i colori sono an-
che più belli, ed accesi. Tanto che
fflè il superbo pavon sï vago in mostra
Spiega la pompa clelV occhiute piume ;
fflè V iride sz bella inctora e innostra
II curvo grembo, e rugiadoso al lume.

Io mi figuro , disse la Marchesa , questi co-
ïori vivissimi, e come fiammeggianti, nel-
la profonda oscurità di quella stanza. Cer-
to , che insino a qui inolto dilettosa e va-
ga è questa osservazione ; e il cammino ,
che conduce alla verità, non è altrimenti
coperto di spine . Ora per render ragione,
io continuai, di cosi gran cangiamento con-
verrà dire T una delie due : o la luce es-
ser composta di varie specie di raggi di-
versamente colorati, e diversamente refran-
gibili ; e in tal caso il prisma altro non
fa , che scompagnarli al tragitto , che fan-
no per esso ; ed essi cosi separati l’uno dall’
altro segnano su pel muro quella immagi-
ne colorata, e bislunga : oppure converrà
dire , la luce tingersi di nuovi colori in
virtù della refrazione del prisma, ed in ol-
To: II, H tre
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