Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 131
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0139
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facsimile
T E R Z O. iSi

stinzione, e nettezza di quei reticelli, non
si ritraeva già nello stesso sito al di là di
essa lente . La più vicina di quelle ixnma»-
gini era 1’ az2urra, poi la verde , appresso
la gialla ; e la rossa era la più lontana.

Da quanto scorgo, riprese a dir la Mar»
chesa, aver voi operato per questa fiioso*
fia ; a voi ben si conveniva cantare della
luce settemplice : nè io dovea cercarne al*
ti'o commentatore che voi . Per altro io
non so comprendere, come si trovino al
mondo persone cosi ostinate , e caparbie ,
che non si lascin volgere a prove di tan*
ta evidenza . II foco de’ raggi di un colore
è più presso alla lente, che il foco de’rag*
gi di un altro ; gli azzurri concorrono più
al di qua, che i rossi. Non è egli chia-
ro , quanto appunto la stessa luce , la cau-
sa non ne potere esser altro , se non la
differente refrazione , che pi'ovano nella
lente i raggi di difserente colore ? State
pur sicura , Madama, io risposi, che per
le altrui immaginazioni il ver non cresce,
o scema. Si ebbe un bel sottilizzare, che
in tale esperienza bisognava rimutare alcu-
ne circostanze, che in tale altra non si

I .2,

eran
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