Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 143
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0151
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0151
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
T E R Z O. 143

si riraangon sempre, quali realmente so-
îio . Ed ancora, chi guarderà col prisraa
un oggetto illuminato da un lume omoge-
neo, rosso, yerde, o altro che sia, nol
vedrà punto cangiato nè di colore, nè di
figura} ma solamente fuori del luogo suo :
e i più minuti earatteri posti a un tal lu-
me si veggono distinti, e si possono leg-
gere senza una fatica al mondo col prisma
all’occhio. Dove al contrario i medesimi
oggetti posti al lume eterogeneo dell’aria,
o del sole, e guardati col prisma, per la
diversa refrazione, che sosfrono dal prisma
medesimo i raggi , di che sono illumina-
ti, oltre al vedersi pezzati di colori , ap-
pajono altresl sfigurati non poco , e con-
fusi. Allora si che vuolsi lasciare il prisma
in balia de’ poeti, che se ne servano in quel-
le comparazioni, che non gli fanno gran-
de onore . Quell’ Inglese , di cui jeri voi
tanto ammiraste, Madama, e lasciaste sul
bel principio la canzone, lo paragona al
falso spirito , e alla depravata eloquenza,
la quale ofsusca la faccia del vero , prodi-
galizza senza distinzione alcuna gli orna-
menti, e sparge sopra ogni cosa la lucen-

tezza
loading ...