Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 145
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0153
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T E R Z O. l4^

soîe, modificare eziandio qnesta luce re-
fratta , e già modificata dal prisma . II con-
trario mostrano le sperienze del Neutono .
Vedreste Toro, lo scarlatto , F oltrainare ,
l’erba, con ogni altra specie di cose va-
riamente colorate , che tutte rosseggiano ,
se nella stanza buja vi cadon su i raggi
rossi della immagine, verdeggiano ne’ver-
di, azzurreggiano negli azzurri ; e cosi di-
scorrendo per tutti gli altri. Con questo
però , che ogni cosa, come è naturale a
pensare , apparisce più vivace, e più vaga
a quel lume, che è del suo stesso colore :
toltone perô le cose bianche , che pigliano
indisferentemente di qualunque tinta si vo-
glia ; come quelle, che , per la propria lo-
ro qualità dello apparir bianche, rifletto-
no indisferentemente qualunque colore , e
chiamar si potriano il vero camaleonte, ed
anche il Proteo dell’ ottica . E questo dia-
mante , soggiunse allora la Marchesa alzan-
do alquanto la mano, basterebbe porlo ne’
diversi raggi della immagine a trasformar-
lo in un rubino , dirô cosi, in uno sme-
raldo, in un zaffiro ? Non ha dubbio, io
risposi : e similmente quei minutissimi ato-
To: II. K mi,
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