Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 149
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0157
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Q u A B. T o . 14g

reste , se venissero a risapere, che io non.
vi fo sognar d’ altxo , che di prismi, e di
lenti. Non dubitate , ripigliô ella subito :
io pur aveva il pensiero a voi ; io mi stu-
diava d’iinitarvi; e andava meco medesima
fantasticando di recare anch’io alcuna no-
vella prova nel sistema neutoniano . E non
era egli più naturale, io risposi, avere il
pensiero al fdosofo, e prescindere dalla fî-
losofia ? Per la parte mia , riprese a dir la
Marchesa, era più naturale, il confesso ,
pensare a tutt’ altro, che fatto non ho .
Troppo male a proposito ho voluto infra-
mettermi a cercare di quello, che il tro-
varlo non era cosa da me . Una Bradaman-
te, o una Marfisa poteano sj bene entrarè
in lizza , © giostrare co’ paladini ; ma una
Fiordiligi dovea esser contenta a starsi sul
suo ronzino, e lasciarsdi fare * Immaginate
da questo, quale esser dovesse l’agitazione
della mia mente , che si lasciô tiasporta-
re, io non so come, a cosi arditi , ed ele-
vati pensieri. Alle grandi passioni, io ri-
sposi, che più scaldano gli animi, e gli
mettono in azione, noi siamo debitori, an-
che nelle lettere, clelle cose più belle : ©

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