Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 152
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0160
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0160
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
I

152 Diaiogo

le lenti, che tutto il mondo area tra ma*
no ? e questo istesso , più che degli uomi-
ni , si puô dire opera del caso. A uno
indotto artefice di occhiali in Olanda ven-
ne un tratto veduta una cosi fatta combi-
nazione di lenti, per cui gli oggetti per
esse traguardati ingrandivano di molto , e
ne venivano come trasportati più da vici-
no . Sparsosi di ciô confusamente il romo-
re per tütta Europa, e pervenuto al Ga-
lilei * egli vi almanaccò sopra ; trovô , qua-
le esser dovesse quella tal combinazione di
ienti ; e fabbricô il suo cannocchiale , con.
cui si mise tosto a ricercare il cielo, e
vi scopri quelle tante novità, e maraviglie,
cla esso lui annunziate dipoi agli uomini
sotto il nome di Messaggero celeste . Ma
tali maraviglie ne sarebbono forse ancora
nascoste , se all’ occhialajo di Olanda sta-
to non fosse cosi benigno il caso .

Veggo bene , disse la Marchesa , che voi
mi volete consolata a ogni patto. Ma non
è egli vero , che quel luogo, dove concor-
rono i raggi colorati, è perfettamente bian-
co ? Cosi è, io risposi : bianco veramente
si trova essere il bandolo della matassa?

doye
loading ...