Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 153
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0161
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facsimile
Q tr a r t o. i55

dove fan capo tutti i fili. Non cosi tosto
i raggi sono passati al di là della lente,
che 1’ uno si accosta all’ altro , incomincia-
no a confondersi tra loro , sino a tanto ,
che incorporati tutti insieme, ne risulta
una immaginetta toncla, e hianca, o più
presto tirante al dorè , come era appunto
la luce , innanzi che si scontrasse nel pris-
ma. Tutto ciô si vede ponendo un car-
toncino dopo la lente, e quindi via via
rimovendonelo, e fermanclolo hnalmente
nel luogo, dove concorrono insieme, e s’
incrocicchiano i raggi . Che se viene riti-
rato più là; tornano a poco a poco a svi-
lupparsi, e a comparire di bel nuovo i
varj colori clella immagine. E ciô ben mo-
stra , che nel foco della lente nulla per-
duto aveano delle naturali loro qualità : ed
è forza dire , la ragion del candore , che
quivi si osserva, non esser altro che l’ag-
gregato di tutti i colori.

Un tal fatto, entrô qui la Marchesa ^
dovevate naturalmente avere in yista, quan-
do jeri mi diceste , che la immutabilità
del colore si mantiene anche allora , che
raggi di disferenti specie si taglino tra lo-

ro.
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