Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 166
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0174
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î6S D I A L O G O

assai meglio, che il loro Salmoneo. Chi poi
avesse loro detto, che, mercè di quell’ar-
te, le composizioni, le mescolanze, che ha
fatto Iddio , l’uomo potrà separarle, e di-
scioglierle ; avrebbono fatte le risa grasse,
e contrapposta l’autorità del divino Plato-
ne , al quale piacque di asserire solenne-
mente, che un tal uomo nè mai ci fu ,
nè in tutta la lunghezza de’ secoli stato ci
sarebbe giammai. E il JNTeutono seppe non
solo disciogliere ne’ loro principj, e scom-
porre i raggi della luce ; ma seppe ancora
ricomporgli di bel nuovo , rimpastargli a
suo piacimento , e tali tornargli, quali so-
no da prima, quand'escono vergini dal se-
no del sole , e dalle mani, quasi direi,
del creatore. Pare forse a voi, Madama,
che io dica di troppo ? Sta.te ad udire . En-
îro alla stanza buja egli collocô due pris-
mi, e una lente tra mezzo in tali distan-
ze , che i raggi del sole, i quali erano re-
fratti , e sciolti dal primo prisma , e poi
riuniti nel foco della lente, fossero dal se-
condo prisma resratti un’altra volta per mo-
do , che ne uscissero perfettamente paral-
leli tra loro . Con si fatto artifizio , dopo

aver
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