Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 167
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0175
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Q TJ A B. T O . 167

aver separato i colori della luce , di nuo-
vo gli rimescolô ; non già unendogli in un
punto , ma per tutta la lunghezza di un
raggio . Esso era non tanto nella bianchez-
za, rna in tutte le altre sue proprietà so-
miaiiantissimo a un ragffio diretto del so
le : tanto che rifatte con esso tutte le spe-
rienze , che fatte avea nei diretto, torna-
vano tutte a capello . Bello era vedere, se
alla lente s’ intercettava un coiore , il ver-
de , il rosso , od altro cpialunque , come
quello mancava dipoi in tutte le sperien-
ze , che si prendevano ; nè refrazione , o
rifìessione, o altra cosa che fosse, avea po-
tere di riprodurlo . Ancora posti disferen-
ti corpi di vario colore in quel raggio ar-
tihziale , mostravano tutti il proprio colo-
re , come se tenuti fossero ali’ aria, od al
sole. Ma se vi mancava per esempio il ros-
so, il cinabro perdeva tutta la sua rossez-
za ; e le viole il loro pavonazzo, se vi era-
no meno i raggi azzurri, e i violati. Cosi
il Neutono venne ad emular la natura,
l’arte cioè d’ Iddio nella materia (come la
diflinisce quello istesso Filosofo , che non
credeya si potesse giugnere a tanto ) ; ven-

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