Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 168
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0176
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108 D r A L O G Ô

ne a confermare più che mai le verità diarï
zi scoperte , e a dare alla bella opera sua
1’ ultima mano.

Oh ! questo, disse la Marchesa, è stato
il bel colpo di maestro : e se un tempo si
favoleggiô di Prometeo , ch’ egli rubô il fuo-
co agli dei, si puô dire presentemente y
che il Neutono rubô loro il secreto della
composizione dellaluoe, e ne feJ parte agli
uomini. Già non crederei , che recar si
potesse a maggior sottigliezza l’arte dello
sperimentare. Ma, perchè vediate ancora
meglio, io risposi, quanto egli si fosse in
quest’ arte eccellentissimo , e il torto, che
aveano gli antichi a non coltivarla; sap-
piate, Madama, che quella medesima schiu-*
ma, di cui parlainmo poc’anzi, cosi poco
PIosoHca dinanzi agli occhi dei più , fu per
esso il principal motivo , onde scoprire il
perchè altre cose appajono di questo colo-
re, e altre di quello . E non avea egli tro-
vato , disse qui la Marchesa, che ciô vie-
ne dal riflettere clie fanno raggi di diver-
so colore le une in maggior copia delle
altre , questo tafsettà igialli, 1’erba i ver-
di , il cielo gli azzurri ? Si, certamente ,

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