Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 174
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0182
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iy4 Dialogo

ba , e il tafsettà. Altrimenti come potrei
io mai creciere, che quello, che in uno
anello , o in una laminetta d’ aria cagiona
un certo colore, quello medesimo lo ca-
gioni eziandio in un hlo di erba , o nella
mia andrienne ? Oh ! qui, Madama. io ri-
sposi, gioca il gran principio dell’analogia,
che è quasi la pietra angolare degli edifi-
zj . che va innalzando qua e là la scienza
della fisica , o per meglio dire la ragion
dell’uomo . Se due o più cose noi le co-
nosciamo esser simili in molte e molte lo-
ro proprietà , sicchè ne sembrino come del-
la stessa famiglia ; noi dovremo inferirne,
e non a torto , che simili sieno ancora in
ciè , che sappiamo appartenere all’ una, @
non è cosi manifesto apparteaere anche all’
altra. Con tale principio si governa, qua-
si che in ogni cosa , la umana prudenza ;
e arrivano per tal via i filosofi a conosce-
re la natura di quelle cose, che da noi
maneggiare, a dir cosi, non si possono,
o per la immensa loro distanza , o per la
incredibile ioro picciolezza. E dove con
la scorta di esso non conduce egli la sua
Marchesa ü grazioso Fontenelle? Mostran-

dole ,
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