Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 177
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0185
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Q U A R T 0 . 1 rj'sj

il totale di essi, come appunto quella gal~
lozzola formicolata di varj colori, yista da
lungi bianca del tutto appariva. In fatti,
io risposi, i corpi bianchi altro non sono ,
che tessuti di varie e disserenti fila ; di H-
îa eterogenee , diciam cosi, le quali riflet-
tono , e ributtano da sè ogni qualità, ogni
generazione di raggi. Segno è di questo,
oltre alle altre prove che se ne hanno , che
posti al sole penano moltissimo a riscaldar-
si : clove gli altri corpi, che riflettono una
sola specie di raggi, gli altri li ricevono
dentro â sè, e ve gli spengono, si riscal-
dano assai più presto dei bianchi. E più
di tutti sono presti a concepire il calore
i corpi neri, i quali ammorzano, ed in-
ghiottiscono quasi tutti i raggi, che vi clan
su . E vi so dire, Madama, che un cap-
pellino nero, come usano portarlo le belle
Inglesi nel Parco di Londra, non farebbe
al yostro caso , passeggiando alPocchio di
cjuesto nostro sole d’ Italia .

Considerando , ripigliô qui la Marchesa,
cotesti varj tessuti dei corpi, mi sovviene
ora di cosa, che ho già udito dire più
volte, ma a prestaryi fede non mi potei
To: II. M

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