Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 178
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0186
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1^8 Dialogo

iadurre giammai : voglio dire ; che vi sie-
no dei ciechi, che al talto sappiau distin-
guere 1’ un colore dall’ altro. Ma adesso
parmi veder chiaro, che ciô sia un’ esfet-
to , e insieme una prova del sistema neu-
toniano . E in verità, perchè non potrem-
mo noi co'polpastrelli delle dita sentire i
varj colori, se meglio ponessimo mente al
sentimento del tatto , come sono necessi-
tati di fare i ciechi ? Distingueremmo al-
lora dalla grossezza delle fila , delle quali
è tessuto un corpo, qual sia latinta, che
ne dovesse mostrare . Non è egli così? A
non volere , Madama , io risposi, dissimu-
lare la verità, la faccenda di quei ciechi,
posto che vera, potrebbe ancora quadrare
alle immaginazioni del Cartesio , non che
ai trovati del Neutono. Che certo tra le
particelle dei corpi della difserenza ci ha
da essere , e non picciola ; perchè questo
modihchi la luce di un modo , e quello
di un altro . Ban vi ha tal fenomeno, so-
pra cui il sistema cartesiano non puô aver
presa di sorte alcuna : anzi ad ogni altro
sistema, dal neutoniano in fuori, è iin-
possibile renderne la vera ragione. Due

li-
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