Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 179
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0187
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Quartò. î fjÿ

liquori, per esempio unrosso, l’altro az«
zurro, amendue diafani, tanto che traguar-
dando cosi per questo come per quello si
vede il chiarôr delle cose, cessano di es»
serlo , se si pongano l’ uno accanto dell’ al-
tro, e si traguardi per amendue. Corae è
anai, che da due corpi in se trasparenti ne
risulta un terzo opaco , che non lascia pas-
sar lume di sorte alcuna ; da du*e simili
un contrario ? Ben comprendo , disse la Mar-
chesa, quanto sarebbe riuscito malagevole ,
anzi impossibile , al Cartesio lo spiegare una
tale maraviglia : ch’ ei non sapeva come i
raggi rossi, a cui danno la via le particel-
le di un liquore, vengono ad essere inter-
cetti, e spenti dalle particelle dell’altro,
che non dà la via che a’raggi azzurri. Co«
sx quello disfà l’efsetto di questo , o que-
sto di quello : e in sostanza, niun raggio
puô arrivare all’ occhio di chi traguarda
per amendue. Ed ecco nodi dell’ottica,

10 ripigliai, che voi, e il Neutono scio-
gliete, Madama, senza eludere gli oraco-

11 della natura. Ogni prova , che non ha
forza di climostrazione , non puo stare in
ischiera con le prove neutoniane : nè ci

M a sta-
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