Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 185
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0193
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Q U A R T O. î85

picciola cosa al paragone. E cli fatti, qua-
lunque figura diasi alla lente, il foco de’
raggi azzurri o dei vercli sarà sempremai
diverso da quello dei rossi o clorè, in vir-
tù della varia refrangibilità, che non si
scompagna mai da essi raggi : e perô la
immagine clegli oggetti, che si fa dalle len-
ti del cannocchiale , è ben lontana cla quel-
la nettezza, che sarebbe necessaria a queH’
ultima precisione , che vorrebbon gli astro-
nomi . Tanto più ch’ essi vagheggiano il
sole , le stelle , i pianeti ; oggetti, che man-
dano in egual dose al cannocchiale ogni
sorta di raggi. Che farci ? clisse cqui la Mar-
chesa. Se la immagine clegli oggetti non
è nel cannocchiale cosi distinta, colpa la
separazione dei colori ; l’aspetto perô clel
mondo , in virtù di essa, è tanto più bel-
lo . In ogni cosa ci sono dei compensi : e
la condizione delle umane faccencle porta,
ehe non ce ne sia niuna senza difetto.
Sicchè pare , che anche gli astronomi, se
pur vogliono essere discrete persone, do-
vessero hnalmente prencler partito di ciô,
che è impossibile a ottenersi. Le loro do-
mande perè, io risposi, parvero cosi giu-

ste ,
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