Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 186
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0194
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l86 D I A L O G o

ste, e i loro bisogni si trovano talmente
tmiti con quelli clegli altri uomini, che si
pensô in ogni tempo a provvedervi. Avan-
ti che si scoprissero le vere proprietâ del
lume, cercarono i più sottili ingegni (e
tra questi fu anche il Cartesio ) a perfezio-
nare i cannoechiali ; immaginando di dare
nuove hgure a’ vetri, perchè veramente rac-
cogliessero i raggi in un punto, e formas-
sero le pitture degli oggetti distintissime :
ma perdettero I’opra , e lo studio . Il Neu-
tono , lasciati da banda simili pensieri, de’
quali avea mostrato la vanità, avvisô di fa-
re un cannocchiale d’invenzione del tutto
nuova , e che soddisfar dovesse pienamen-
te a’più ricercati bisogni dell’astronomia.
Come la pensô , cosi appunto riusci la co-
sa : ed io vidi in Inghilterra il primo ordi-
gno, che fatto fosse cli questa specie, la-
vorato dalle stesse sue mani; il quale con-
servavasi dagli eredi cli quel grand’uomo
insieme con quei prismi, co’ quali egli no-
tomizzô da prima la luce, e vi seppe ve-
der dentro quelle maraviglie , che rendo-
no ancora, se è possibile , la stessa luce
più bella. La invenzione consiste in que-

sto ,
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