Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 187
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0195
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Q u A R T o, 187

sto , ehe l’ufizio , che ne’cannocchîali or-
clinarj fa la lente principalissima , e la più
colpevole nella aberrazione clel lume, lo
fa nel suo uno specchio concavo di me-
tallo ; e si opera qui per riflessione quel-
lo , che là operavasi per refrazione . Rac-
coglie anche lo specchio per la concavità
sua i raggi, come fa la lente : ma nella ri-
flessione i raggi si rialzano tutti dallo spec-
chio con la obbliquità medesima , con cui
sopra vi cadono ; e non succede veruna
separazione di colori, che intorbidi la im-
magine, come nella refrazion della lente :
onde col nuovo cannocchiale si veggono
gli oggetti di gran lunga più distinti, che
non si fa cogli antichi . Senza che, un
cannocchiale neutoniano di poche once equi-
vale ad un ordinario di altrettanti palmi ,
contenendo sotto mole minore maggior va-
lore , non altrimenti che le monete d’oro
verso quelle d’ argento .

Ben seppe il Neutono , disse la Marche-
sa, trovare rimedio al male , di cui avea
scoperta la origine . Ma non ci volea nien-
te meno ad acchetar cotesti astronomi, che
pare sieno una gente di non cosi facile con-

ten-
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