Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 197
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0205
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Q U A R T Ò . îÿj

senza di questa attrazione , e come i cor-
pi posti in distanza operino 1’ uno sopra
V altro , e quasi per naturale instinto ami-
no di farsi tra loro yicini, egli lo lascia
alla penetrazione di que’ filosofi, che navi-
gando per lo gran mar deli/ essere, vorreb-
bono sorgere alle cagioni prime delle co-
se , e arrivare colà, dove

moho si mira , e poco si cliscerne .

E , come sapete , Madama , l’intendimen-
to suô è solamente di assicurarsi delle pro-
prietà generali della materia > delle leggi ,
con cui la natura governa l’universaîità del-
le cose ; siccome ayete sinora veduto nella
storia , che con la scorta di lui siarno an-
dati tessendo della luce . Intendimento ben
giusto , disse la Marchesa ; ma questa dif-
srazione, e 1’ attrazione che n’ è la causa ,
è un cosi fatto avvenimento storico , che
a saper che ne è, converrebbe entrare nel
gabinetto . Quanto è facile a capire , che
i raggi per esempio della luce sieno riper-
cossi da una superfcie, contro a cui ven-
gano a battere ; altrettanto è difsicile a ca-
pire , come i corpi spirino non so qual lo-
ro propria virtù , per cui possano torcere

N 3

x rag-
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