Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 198
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0206
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i raggi della luce , che passano a qualcho
distanza da essi , e sopra i quali non han
presa . Che ciô sembrar debba, io risposi,,
alquanto duro da comprendere , non po-
trei già io negarlo, Madama : e cosi pure
avvisô lo stesso Neutono . Benchè fosse
stretto da’ più forti argomenti a credere ,
che i corpi scambievolmente si attraggono
senza intervento di materia veruna , che
l’uno verso l’altro gli spinga; ciô non ostan-
te usci in alcun luogo a dire , che l’attra-
zione era forse efsetto della impulsione,
dell’ urto, come che fosse, di una materia
oltre ogni credere hnissima , di un vapor
tenuissimo , che disfuso trovasi per avven-
tura in tutte le parti dell’ Universo : segno,
ch’ egii volle entrare , come si suol dire ,
ne’piedi altrui ; e credette non dovere pren--
der di punta la comune opinione. Per far
la via alla verità , gli convenne servirsi di
un qualche artifizio ; adoperare,. come que-
gli scrittori , i quali nella storia vanno in-
serendo qua e là un qualche episodio fa-.
voloso , onde sia letta dai più ; e per gra-
dire all’universale le danno aria di rornan-
zo . E la Marchesa : non sarebbe egli que-.
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