Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 206
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0214
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ao6 D I A L O G O

si fece qui a dir la Marchesa , erano a quel
che io veggo , come i giochi d’ Achille. E
ora si, che mi sarà mestieri studiare il
passo più che mai, a potergli tener dietro
in quel suo giardino . Ed io continuai : tut-
ti i corpi, diceva egli, che sono intorno
alla terra, pesano yerso la terra medesi-
ma. Di assolutamente leggieri, conforme
altre volte credevasi, non ce n’ è . Che se
alcuni mostrano di andare alF in su, non
avvien loro altrimenti che al sughero, che
per esser meno pesante dell’ acqua, da es~
sa è levato in collo , e forzato di starse-
ne a galla. La causa della gravità non dee
cercarsi, come immaginè il Cartesio, nel
giro di un vortice, che circondi la terra,
nella impulsione del fluido sottilissimo,
ond' esso è composto , il quale facendo ogni
isforzo di slargarsi, e occupare le parti più
lontane dalla terra e più alte, cacci in
basso i corpi, che nuotano per entro ad
esso . La gravità in tal caso dovrebbe ope-
rare all’ agguaglio delle superiîcie, che i
corpi presentano a cotesto fluklo ; e non
all’ agguaglio della materia , che intemamen-
te contengono. Non vi par egli, Madama,

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