Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 207
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0215
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0215
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
Q U I N T O. 307

che la cosa sia cosï? Pare veramente, diss’
ella, che quanto saranno in maggior nu-
mero le parti esposte al di fuori, dove
potrà operare cotesto fluido, tanto mag-
giore dovrà essere l’operazion sua. E la
quotidiana esperienza, io seguitai, pur ne
mostra ii contrario . Una foglia d’ oro , per
quantunque assottigliata e distesa ella sia,
non è cosi grave certamente, quanto è un
granello di piombo ; anzi in paragcne di
esso si puô chiamare leggiera: segno ma-
nifesto, che il più o meno di superflcie
non fa nulla , per accrescere o dixninuxre
la pesantezza de’ corpi : e perô convien di-
re, che la gravità penetri la sostanza , e
operi sopra ciascheduna particella della ma-
teria. La causa adunque della gravità non
è una forza, che operi estrinsecamente j
ma una forza, che ricerca internam ente i
corpi, e muove dalla terra, la quale gli
chiama , e gli alletta tutti al suo centro.
Una tal forza giugne assai alto, e senza
punto scemare, ne 11e regioni dell’ aria . Chè
non potria ella giugnere più alto ancora,
e stendersi sino alle trenta, sessanta, no-
vanta mila leghe ; che tale è la distanza

della
loading ...