Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 217
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0225
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Quintô, 217

che scema Fattrazione, scema e il calore
e la Ince. La luce adunque , disse la Mar~
chesa, e il calor del sole sono anch’ essi
venticinque volte minori in Giove, che
qui in terra? Nè più nè manco , io rispo-
si ; a segno che noi trasportati in Giove
intirizziremmo del freddo nel sollione di
quel pianeta ; e gli abitanti di Giove tra-
felerebbono del caldo nel cuore delnostro
inverno, e trovandosi qui tra noi ofsesi
dalla luce del sole, non potrebbono vive-
re , che in compagnia della nostra più leg-
giadra gente, che fa di notte giorno . Ve-
clete , disse la Marchesa, quante cose bel-
le io ho trovate a un tratto , senza pur sa-
perlo ! Non avviene cosi di rado, io ri-
sposi, che nella buona fdosofîa quello so-
lamente si trovi e non più, che uno di
cercar si propone. La verità è più fecon-
da , che altri non crede. Ma, perchè ab-
biate ancora maggior certezza del modo con
ohe diminuisce a varie distanze il vigor
della luce, e meglio veggiate come avete
colto nel segno ; ne potremo prendere
questa sera, se vi sarà in grado , una es-
perienza non meno decisiva che facile a

farsi,
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