Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 220
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0228
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220 D 1 A L O G O

da voi, i Neutorxiani farmo tanto iî poco
caso delle probabilità ; parmi che non sa-
rebbe da mettere in dubbio, che la cosa
proceda allo stesso modo anche nella ter-
ra. Ma così stretto è F instituto delia 1 o-
ro filosoha, che anche le probabilità le
meglio sondate non occorre metterle in
campo. Certo è, io risposi, che non si
sarebbono inai dati pace, se im’ altra via
trovato non ayessero da giugnere alla di-
inostrazione : e ciè fu comparando il mo-
to de’ gravi cadenti qui presso alla terra
col moto della luna . Se fosse possibil mai $
ch’ ella venisse a cadere sopra la terra ; so^
no assicurati, ( e sapete , ch’ e’ non si as-
sicurano per cosi poco ) che la forza, che
di lassù la tirerebbe in basso , sarebbe tre-
inila e secento volte minore deiia forza,
che tira in basso i nostri gravi quaggiù .
La luna è lungi dal centro della terra ses-
santa mezzi diametri della medesima ter-
ra, o sia sessanta di quelle misure, delle
quali i corpi ne sono lungi una sola ; e il
quadrato di sessanta, è tremiia e secento p
nè più nè meno .

Molto brayamente, disse la Marchesa,

sono
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