Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 223
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0231
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0231
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
Q U I N T O. 223

incrociccliiandosi e quasi combattëndo tra
loro , cansare nella universalità delle cose
una qualche confusione? Si, iorisposi, se
subordinate non fossero alle leggi più se-
vere e più strette , che già non è perico-

10 sieno per trasgredire giammai . L’attra-
zione iïi ciascun pianeta è maggiore o mi-
nore, secondo che più o meno contiene
di materia ; e lungi da esso se ne va sce-
mando , secondo che cresce il quadrato del-
la distanza . Movendosi come fanno, e ti o-
vandosi tra loro ora più ed ora meno vi-
cini, va continuamente variando 1’ effetto
dell’attrazione degli uni sopra degli altri.
Quindi ne avvengono alcune irregolaritâ
ne’ loro movimenti, o vogliam dire disor-
dini, che già non isfuggirono alNeutono,

11 quale armato sempre della più Hna geo-
metria seppe assoggettargli ai calcolo , e as-
segnarne sino agli effetti più minirni. Quan-
do i pianeti si trovassero tutti daila mede-
sima banda, non si crederebbe egli, Ma-
dama , che dovessero sconcertare non poco
il sistema ceieste , operando tutti con l’at-
trazion loro di compagnia contro al sole ?
Si certo, rispose la Marchesa. Terribile

sa-
loading ...