Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 225
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0233
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0233
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
Q ü 1 N T O, 225

onde da quell’antico poeta fu corae adom-
brata l’armonia e l’ordine, che i più acu-
ti nostri filosofi ravvisano nell’ Universo <
La iuna, io continuai a dire, è più di ogni
altro corpo celeste soggetta nel. suo movi-
mento a disordini, e a irregolarità ; e ciô
a cagione principalmente della situazion
sua. Oltre aH’ attrazione della terra sente
fortemente quella ancora del sole : e que-
sta quando più gagliarda e quando meno;
secondo che, girando intorno alia Terra,
e trovandosi ora in opposizione, cd ora in
congiunzione col sole, si trova essere ora
più ed ora meno da esso sole lontana. Da
tutto ciô ha da nascere, che la sua mar-
cia ora si acceleri, ora si ritardi; che la
figura, e la positura dell’orbe suo vadano
cangiando ; mille irregolarità in soinma, o
scambietti nel movimento suo, i quali tri-
boiavano del continuo, e facevano dare al
nimico i devoti di Urania, che non ani-
vavano a penetrarne il perchè. II INreuto-
no gii ha saputi ridurre sotto regola; ha
mostrato, come quelie cause che disordi-
nano la luna, quelle medesime altresi den-
tro a un certo tempo la riordinano ; ed
To: II. P egli
loading ...