Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 245
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0253
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Q U I N T Ó . 24^

inanti, che tanto prontamente si accendo--
no , e perô mostrano di esser prëgni di
zolfo , hanno di fatto molto maggior lena
nel piegar la luce , che non comporta la
loro densità. Tutto questo , disse la Mar-
chesa, mi riesce assai nuovo ad udire ; e
sopra tutto , che i diamanti tenuti al sole
si accendano. lo ho adunque in dito un
sosforo, senza saperlo . Mettiamolo al so-
ìe , ve ne prego e faccianne or or la pro-
va . E cosi dicendo, si trasse l’anello del
dito, e mel diede . Come è del piacer vo-
stro, io risposi. E fatta bene accecare una
stanza vicina alla galleria, dissi alla Mar-
chesa, esser mestieri, ch’entrasse là den-
tro, intanto che io teneva il diamante al
sole : perchè ne’ luoghi scuri, slargandosi
a poco a poco la pupilla, gli occhi diven^
gono atti a ricevere una maggior copia di
raggi, e a sentire dipoi qualunque lurae
per debole che sia ; dove all’ incontro ne’
luoghi illuminati la pupilla si ristringe, ac-
ciocchè dalla soverchia copia di raggi Eoc^-
chio non rimanga ofseso. Entrô tosto la
Marchesa nella stanza : ed io dopo di aver
tenuto per qualche tempo il diamante al

Q 3 sole ,
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