Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 251
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0259
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facsimile
Q U I N T O„ a5ï

si in brev’ ora abbrustolato , divampato , ar-
so ogni cosa qnaggiù . E se pure una faE
da soltanto di quella sua coda avesse stri-
sciato sopra la terra, saremmo stati picciol
tempo dipoi sommersi in un diluvio d’ac-
que ; cotal giunta, e quasi piena di vapo-
ri avrebbè essa. recato nella nostr'aria. Ma
io non vi voglio, Madama, mettere di si-
mili paure, contro alle quali, se non al-
tro , ne dee far sicuri la brevità della vi-
ta. Iddio ci guardi, disse la Marchesa, da
cosi fatti vicini, e dagli essetti di quella
forza repulsiva, che ne gli rende vieppiù
terribili e rovinosi . Ma ora mi ritrovo di
bel nuovo tutta smarrita all’udire, che ne’
medesimi corpi vi si accoppino due quali-
tà tra ioro tanto contrarie , com’ è E attra-
zione con la repulsione. Qualità forse ne-
cessarie, io risposi, perchè tali sieno le
cose , quali realmente sono . Se dominasse
soltanto la forza attrattiva , senza che niun'
altra imbrigliata la tenesse ; già non pare,
che tra le parti della mateiâa esser vi po-
îessero dei pori, o dei vani ; ogni cosa an-
drebbe ad unirsi insieme ; in una piccio-
lissima mole ristringerebbesi 1’ aria , l’acqua,

e la
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